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	<title>Antonio Cajelli</title>
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	<description>Educazione finanziaria e consulenza bancaria</description>
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		<title>Tutto cambia in questo mondo. Non le condizioni di un mutuo. O meglio, dipende&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 21:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cajelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Di tutte le storie che ho vissuto nella mia vita professionale a contatto con le banche, questa è la più incredibile. Non va sui giornali ma succede, senza rumore. Provate a immaginare. E’ un lunedì di gennaio, un signore, in doppio petto grigio, va a chiedere una ‘moderazione’ sulle condizioni che gli applica la sua banca. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4705" href="http://www.antoniocajelli.it/2013/02/tutto-cambia-in-questo-mondo-non-le-condizioni-di-un-mutuo-o-meglio-dipende/i-bravi/"><img class="size-full wp-image-4705" title="i bravi" src="http://www.antoniocajelli.it/antoniocajelli/wp-content/uploads/2013/02/i-bravi.jpg" alt="è" width="164" height="163" /></a></p>
<p>Di tutte le <strong>storie </strong>che ho vissuto nella mia vita professionale a contatto con <strong>le banche</strong>, questa è <strong>la più incredibile</strong>. Non va sui giornali ma succede, <strong>senza rumore</strong>. <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Provate a <strong>immaginare</strong>.</span></p>
<p>E’ un lunedì di gennaio, un signore, in doppio petto grigio, va a <strong>chiedere </strong>una ‘<strong>moderazione</strong>’ sulle condizioni che gli applica la sua banca. E’ un periodo difficile, lui è un lavoratore <strong>autonomo</strong>, di quelli che fatturano ogni euro, in mezzo a una <strong>crisi epocale</strong>.</p>
<p>A ben vedere <strong>qualche responsabilità</strong> ce l’ha anche lui e lo ammette senza problemi: ha fatto degli errori, in passato: <strong>troppe spese fisse</strong>, tanta <strong>merce</strong> che non valeva niente (lo sapeva ma contava di rivenderla con ampi margini). Nei momenti migliori ha <strong>prestato soldi </strong>a qualcuno senza farsi troppi problemi. Fino a qualche anno fa il mondo girava in un certo modo e <strong>tutto era permesso</strong>, anche prestare soldi facili, senza tanti controlli.</p>
<p>Il nostro povero amico ci ha pensato su tutta la domenica ed è uscito volenteroso: il piano è di ottenere dalla banca che almeno il suo debito possa essere ripagato con <strong>interessi più bassi</strong>. Una boccata di ossigeno, per così dire. Che c’è di strano, in fondo? Oggi pago il 6% di interesse annuo, domani pagherò il 3%. Perché dovrebbe <strong>dire di no</strong>, una banca? E poi, se dicesse di no, si può sempre giocare la carta della cattiva pubblicità, così, tanto per spauracchio.</p>
<p>Il nostro amico racconta, argomenta, conclude. Non nasconde le <strong>responsabilità</strong>, le spese sottovalutate, la merce di scarsa qualità, i soldi prestati, insomma tutto, compresi i pochi controlli.</p>
<p>Il direttore di banca, aria sorniona, un po’ paternalista, guarda il nostro amico e gli mette una mano sulla spalla. Gli spiega che c’è un particolare che non ha valutato nella sua pur razionale strategia: il suo debito verso la banca <strong>è un mutuo</strong>. Già, un mutuo ipotecario, avete capito? Quel contratto fatto con tanto di atto pubblico, una banca da una parte, il suo cliente dall’altra un bell’arbitro notarile al centro. Pensate un po’, il mutuo è così <strong>famoso</strong>, da rientrare a pieno titolo nel codice civile. E se c’è una cosa che ormai anche gli <strong>analfabeti </strong>finanziari sanno è proprio che le condizioni di mutuo, una volta firmato l’atto, <strong>non cambieranno più</strong>.  Tutto cambia in questo mondo ma non le condizioni di un mutuo.</p>
<p>Il nostro amico torna a casa, lo aspetta sua moglie che a guardarlo capisce tutto e gli prepara il piatto preferito.</p>
<p>Questo succede al nostro amico. Povero deluso. I più diranno che è normale, che non aveva possibilità di farcela. Ma chi gli ha messo in testa di chiedere di cambiare le condizioni di un mutuo? Tutto cambia, non le condizioni di un mutuo. Lo sa anche quell’imbranato del vicino.</p>
<p>Ma che succede <strong>se si invertono i ruoli</strong>?</p>
<p>Vediamo.</p>
<p>Due signori in un gessato pesante &#8211; sembra si siano messi d’accordo su come vestirsi, oggi -  aprono la porta dell’ascensore ed entrano nella sede di una società. Il tema all’ordine del giorno è annunciato: la banca per cui lavorano ha chiesto loro di andare dall’imprenditore cliente e <strong>rinegoziare le condizioni</strong> del mutuo erogato due-tre anni fa. “Come <em>rinegoziare le condizioni</em>?”, aveva detto uno dei due la settimana prima, al proprio capo. “E quanto dovrebbe pagare, ora?”. Il 4,00%. Più l’Euribor. Ma come, il mutuo &#8211; sempre quello con una banca da un lato, un cliente dall’altro e l’arbitro notarile al centro &#8211; è stato fatto nel 2010 e l’arbitro aveva scritto, cito: “Il tasso di interesse viene regolato (…) all’Euribor 3 mesi + uno spread pari all’1,00% ogni anno …”. Uno per cento. Da domani? Quattro per cento. Il dipendente di banca sente avvicinarsi uno stato di dissociazione: <strong>se toccasse a lui</strong> farsi alzare il tasso del mutuo di casa manderebbe a quel paese mezzo mondo. Oggi si trova a dover andare a spiegare ad un imprenditore che dovrebbe cortesemente accettare di fare nuovamente un atto di mutuo già fatto due-tre anni prima, per veder scrivere <strong>condizioni peggiorative</strong>.</p>
<p>I due bancari raccontano, argomentano, concludono. <strong>Non nascondo che le responsabilità</strong> di quella situazione difficile sono del sistema finanziario in generale e, perché no, della loro banca. Perché nascondersi dietro un dito, basta leggere i giornali. E poi le spese fisse sottovalutate, i prodotti finanziari acquistati in passato che hanno generato perdite su di sé e sugli altri. Per non parlare “di quanto abbiamo pagato in spese di transazioni extragiudiziali”. E i soldi prestati male? “Guardi, prima <strong>tutto era possibile</strong>, anche prestare soldi con maggior tranquillità. (…) e non c’erano tutti questi controlli dall’estero che rendono impossibile prestare il denaro, oggi. D’altronde, di denaro non ce n’è più …”.</p>
<p>L’imprenditore non ha dormito, la notte prima. Il pensiero non andava tanto a quel mutuo e al maggior costo che avrebbe sopportato negli anni a venire (quasi<strong> 300.000€</strong> di interessi in più). Aveva invece davanti agli occhi la stessa scena, quella di lui che respinge al mittente la banca e suoi due scagnozzi, il Direttore del Centro Imprese e il Direttore d’Area. Non due qualunque. <strong>Che succederebbe poi</strong>? Ha immaginato che il fido che la banca gli accordava (accanto al mutuo) veniva diminuito. Magari revocato. Vedeva le altre condizioni finanziarie aumentare. Si vedeva seduto a chiedere altro denaro, per altre operazioni e si immaginava a sentirsi dire di no. Ci sono altre banche, direte. Ma lui ne ha già altre di banche e tutte, da un anno a questa parte, piangono ‘miseria’. <strong>Già tanto mantenere </strong>quello che abbiamo. Il legame con quella banca è sempre stato <strong>strategico</strong>. Oggi diventa <strong>tragico</strong>.</p>
<p>“Cosa succede se dico di no?”, si sente nell’aria. “Guardi, <strong>non possiamo obbligarla</strong>. Diciamo che, come banca, ci vedremo costretti a recuperare la redditività (anche quella nei suoi confronti) da altre operazioni”. Si sono sentite queste parole. Davvero.</p>
<p>L’imprenditore <strong>non riesce a dire di no</strong>. Prende tempo, dice che ci penserà qualche giorno ma sa che ha già detto di sì. Costretto, capito? Pensa a chi chiedere aiuto. Si ricorda di alcuni nomi come l’Arbitro Bancario Finanziario. Si ricorda della Banca d’Italia, si ricorda di aver letto che l’uno e l’altra<strong> sono sempre delle banche</strong>. Pensa allora se può scrivere al Prefetto della sua città.</p>
<p>Si sente <strong>abbandonato</strong>. Gli pare come di essere stato visitato da due malavitosi, sembrano i bravi di don Abbondio. E di non poter gridare all’ingiustizia. Si immagina ad andare<strong> sui giornali </strong>a denunciare la cosa e ad affrontare una guerra al sistema delle banche. Si sente una vittima. Per un minuto si immagina imprenditore coraggio, poi gli passano davanti agli occhi suo figlio e la casa che è ancora da pagare. Fa’ un veloce conto dei debiti, dei crediti e dei fidi che ha nelle banche. E dà un appuntamento per la settimana a venire. Saluti freddi, la mano dell’imprenditore stretta tra le due di uno dei bravi ingessato che sembra voler dire “la capisco. Io non volevo. Condoglianze”.</p>
<p>I due escono. In ascensore silenzio, gesti di stizza incontrollati. Rientrano nel loro open space e scrivono sul computer, smarcando un nominativo che farà risparmiare tanti soldi alla banca. Qualcuno fa loro i complimenti e torna il sorriso di chi ce l’ha fatta, in una missione impossibile.</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong>Questa storia</strong> (la seconda versione, ovviamente) <strong>è vera e succede tutti i giorni</strong>, ultimamente. Succede che le banche contattino i clienti (soprattutto imprenditori edili) per proporre loro di riscrivere i mutui stipulati tra il 2010 e il 2011 con <strong>condizioni peggiori </strong>di prima. Tanti di questi impresari non possono dire di no. Hanno bisogno delle banche. Non sono la parte forte, anche se parrebbe il contrario. Questo non succede coi privati, farebbe troppo rumore. Andrebbero sui giornali.</span></p>
<p>Succede tutti i giorni e <strong>nessuno ne parla</strong>. Nemmeno chi subisce.</p>
<p>Ditemi voi se questa non è un’organizzazione di potere criminale.</p>
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		<title>Una piccola rivincita</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 19:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cajelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Incredibile? Per alcuni aspetti sì ma aspettiamo a giudicare. Il sito Economi[a]scuola pubblica oggi una notizia non da poco, per chi è vicino al tema dell&#8217;educazione finanziaria. Pensate, si dice che &#8220;imparare a gestire meglio il proprio denaro non dipende solo dall’acquisizione di competenze finanziarie (e quindi razionali) ma anche da decisioni psicologiche e quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4690" href="http://www.antoniocajelli.it/2012/10/una-piccola-rivincita/rivincita/"><img class="size-medium wp-image-4690" title="rivincita" src="http://www.antoniocajelli.it/antoniocajelli/wp-content/uploads/2012/10/rivincita-300x146.jpg" alt="à" width="300" height="146" /></a></p>
<p>Incredibile? Per alcuni aspetti sì ma<strong> aspettiamo a giudicare</strong>.</p>
<p>Il sito <a title="http://www.economiascuola.it/" href="http://www.economiascuola.it/" target="_blank">Economi[a]scuola</a> pubblica oggi una <strong>notizia</strong> non da poco, per chi è vicino al tema dell&#8217;educazione finanziaria. Pensate, si dice che &#8220;<strong>imparare a gestire</strong> meglio il proprio denaro <strong>non dipende solo</strong> dall’acquisizione di competenze finanziarie (e quindi razionali) ma anche <strong>da decisioni psicologiche</strong> e quindi <strong>emozionali</strong>&#8220;.</p>
<p>Per chi segue <strong>il mio blog </strong>non sarà un argomento nuovo, mentre per chi si aggiorna sul tema <strong>a partire dal sito</strong> promosso da PattiChiari per insegnanti e genitori, la notizia &#8216;fa quasi notizia&#8217;.</p>
<p>Se quindi <strong>anche il Consorzio</strong> delle Banche dedito ai temi della trasparenza e dell&#8217;educazione finanziaria ritiene sia arrivato il momento di <strong>superare lo schema</strong> della formazione e dell&#8217;informazione finanziaria delle due l&#8217;una: o è un <strong>momento storico</strong> unico per questo filone o <strong>siamo in pericolo</strong>!</p>
<p>Battute a parte aspetto con piacere di vedere quali <strong>principi</strong> e quali <strong>strumenti </strong>nasceranno da questa scoperta.</p>
<p>Se vi siete accorti di una nota di <strong>sarcasmo </strong>nelle mie parole è perché ricordo di un incontro con PattiChiari dove un povero <strong>tapino</strong> disperso tra il <strong>pubblico sparuto</strong> alzava la mano e raccontava a tutti che le informazioni non attecchiscono senza un lavoro sulle emozioni, sugli atteggiamenti, sui comportamenti. E all&#8217;intervento di quel tapino, comparso dal nulla, seguiva il silenzio e l&#8217;ammissione che era tutto vero. Ma più di così <strong>non si poteva fare</strong>. Speriamo che stia davvero succedendo qualcosa di buono.</p>
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		<title>Educarsi, prima di parlare</title>
		<link>http://www.antoniocajelli.it/2012/09/educarsi-prima-di-parlar/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Sep 2012 20:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cajelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi sono arrabbiato. Eh sì, ce l&#8217;ho coi poteri forti che si alleano, pensando, in questo modo, di fare il vuoto, intorno. Tempo fa è stato il turno di MIUR e Patti Chiari. Oggi l&#8217;alleanza è tra il Consorzio delle Banche e il quotidiano La Stampa. Vi spiego di che si tratta. Si sa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4668" href="http://www.antoniocajelli.it/2012/09/educarsi-prima-di-parlar/palle/"><img class="size-full wp-image-4668" title="palle" src="http://www.antoniocajelli.it/antoniocajelli/wp-content/uploads/2012/09/palle.jpg" alt="ò" width="198" height="131" /></a></p>
<p>Oggi sono arrabbiato. Eh sì, ce l&#8217;ho coi <strong>poteri forti</strong> che si alleano, pensando, in questo modo, di fare il vuoto, intorno. Tempo fa è stato il turno di <a title="Le banche entrano a scuola per insegnare l’educazione finanziaria" href="http://www.antoniocajelli.it/2012/06/le-banche-entrano-a-scuola-per-insegnare-leducazione-finanziaria/">MIUR e Patti Chiari</a>. Oggi <strong>l&#8217;alleanza </strong>è tra il Consorzio delle Banche e il <strong>quotidiano </strong>La Stampa.</p>
<p>Vi spiego di che si tratta.</p>
<p>Si sa che ogni tanto le grandi testate non hanno <strong>niente da scrivere</strong>. E&#8217; che qualche volta non scrivere niente è meglio che rendere note certe cose, senza riflettere. E&#8217; l&#8217;esempio de La Stampa di oggi che affronta il tema dell&#8217;insegnamento dell&#8217;educazione finanziaria nelle scuole.</p>
<p>Come ho provato a spiegare altre volte, se la base di partenza è rappresentata da indagini <strong>statistiche </strong>costruite<em> ad hoc</em> e di <strong>dubbia utilità</strong>, la partenza è già difficile.</p>
<p>E&#8217; il caso della <strong>ricerca </strong>che il Consorzio Patti Chiari ha sviluppato con The European House-Ambrosetti nell&#8217;indagine del 2010: ho qualche dubbio, infatti, che l&#8217;<strong>Indice di Cultura Finanziaria</strong>, così com&#8217;è stato costruito, misuri <strong>con precisione</strong> la <strong>capacità </strong>delle persone di fare scelte <strong>consapevoli </strong>ed <strong>efficaci </strong>per il proprio benessere economico e finanziario. E&#8217;, al contrario, un buon indice per convincere le persone che hanno una tale <strong>scarsa conoscenza </strong>di strumenti bancari e finanziari da <strong>aver bisogno </strong>che qualcuno insegni loro come funziona il mondo &#8216;moderno&#8217; e &#8216;complicato&#8217; dell&#8217;economia e della finanza. Salvo che fino a volte, questa <strong>ingenua </strong>ignoranza, ha evitato ai pochi &#8211; ancora refrattari &#8211; di incappare in guai finanziari e di perdere soldi.</p>
<p>Chiunque sia vicino al tema e abbia letto le <strong>ricerche </strong>che per decenni sono state pubblicate da soggetti <strong>competenti </strong>e <strong>indipendenti </strong>sa che quello che conta non sono tanto le informazioni che possediamo ma <strong>come stiamo &#8216;con la pancia&#8217;</strong>, quando facciamo scelte che hanno un <strong>contenuto </strong>economico e finanziario. Dovete <strong>comprare </strong>un oggetto e pagarlo a rate? E chi se ne importa se<strong> sapete calcolare </strong>TAN, TEG e TAEG (tanto la maggior parte di noi <strong>non sarebbe mai in grado </strong>di farlo, per non parlare di come <strong>le norme di legge</strong> contribuiscano a non fare chiarezza e non pensino all&#8217;interesse del consumatore): sceglierete <strong>in base alle emozioni</strong> che vi guideranno in quel momento. E, tanto per capire, quel calcolo del costo dell&#8217;eventuale credito <strong>non vi suggerirà </strong>certo di pensare se potete permettervi quell&#8217;acquisto, nel vostro più o meno magro bilancio familiare. Oppure state pensando di fare <strong>un investimento</strong>? Vi guideranno la <strong>paura</strong> o, al contrario l&#8217;eccessivo <strong>ottimismo </strong>e resterete asfaltati, purtroppo, dagli effetti  del <strong>marketing</strong> e delle tecniche di <strong>vendita</strong>. Perché quel signore che <strong>vi spiega </strong>le cose finanziarie, guarda caso, <strong>assomiglia tanto</strong> a quello che <strong>ve le vende</strong>. E anche se saprete la <strong>differenza </strong>tra un titolo di stato e un fondo comune d&#8217;investimento <strong>non sceglierete</strong> mai sulla scia di un&#8217;idea vostra, almeno fino a quando non <strong>imparerete a sentire</strong> e a seguire quello che vi dice la vostra pancia e non il consulente impettito che avete di fronte.</p>
<p>E&#8217; vero che un <strong>basso grado di confidenza</strong> con l&#8217;uso del denaro (sia quando lo spendiamo, sia quando lo chiediamo in prestito o lo investiamo) è <strong>diffuso </strong>tra le famiglie italiane. Ed è vero che il percorso deve partire dalla scuola e con la <strong>partecipazione attiva degli insegnanti</strong>. Il punto è che <strong>non basta </strong>formare o informare, <strong>occorre educare</strong>. Ma <strong>qualcuno sa la differenza?</strong> E mi rifiuto soprattutto di pensare che a spiegare <strong>come rapportarsi</strong> al denaro sia un <strong>dipendente di banca</strong> che, al di là del chiarissimo conflitto di interessi, non sa far riflettere sull&#8217;uso delle risorse (tra cui il denaro) <strong>soltanto perché lavora in banca</strong>. Anzi&#8230;</p>
<p>Volete la verità? Le volte in cui <strong>ho assistito</strong> personalmente a momenti di incontro tra la banca e i giovani ho provato <strong>imbarazzo</strong> per come non si riesca a comunicare e, soprattutto, a capire <strong>che senso</strong> ha o può avere il denaro per i ragazzi. Si vuole <strong>imporre</strong> un&#8217;idea assertiva e un mercato <strong>dall&#8217;alto</strong>, che è l&#8217;idea ritenuta giusta (perché <strong>conveniente</strong>) per antonomasia, senza pensare che il capitale che i giovani usano ogni giorno ha una valenza sociale, ad esempio, accanto a quella economica. E si impone un <strong>modello unico di economia</strong> gettando alle ortiche tutto un mondo virtuoso di economie collaborative, ad esempio, che con quell&#8217;Indice di cultura finanziaria non c&#8217;entrano niente ma che rispettano gli uomini e spandono più benessere.</p>
<p>Preferisco tacere sull&#8217;uso strumentale e sulla mancata capacità di una testata nazionale nell&#8217;accedere alle informazioni di base prima parlare di un tema complesso e delicato come quello dell&#8217;educazione finanziaria.</p>
<p>Quello che più mi fa male è il fatto che <strong>anche gli ultimi soggetti indipendenti </strong>abbiano abbandonato questo tema perché hanno capito che le banche, in Italia, non lasciano spazio a nessuno che sia intenzionato a tracciare strade sostenibili ed oneste.</p>
<p>Tranne il sottoscritto e <strong>pochi altri soggetti</strong>.</p>
<p>La <strong>sfida </strong>continua e Cajelli e i suoi partners, udite udite, <strong>non si tirano indietro</strong>.</p>
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		<title>Mettiamo l&#8217;educazione finanziaria all&#8217;UniTre</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Sep 2012 05:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cajelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il secondo anno parte il corso di educazione finanziaria all&#8217;UniTre di Grugliasco. Il calendario prevede 4 incontri: 22.11, 20.12, 31.01.13 e 28.02.13 Stiamo lavorando all&#8217;idea di costruire altri incontri &#8216;di laboratorio&#8217; e avvertirò quando sapremo le rispettive date. Indimenticabile l&#8217;indignazione dei frequentanti dell&#8217;anno scorso davanti alla comprensione di alcuni fenomeni finanziari. Incoraggiante la voglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4656" href="http://www.antoniocajelli.it/2012/09/mettiamo-leducazione-finanziaria-allunitre/grugliasco/"><img class="size-full wp-image-4656" title="grugliasco" src="http://www.antoniocajelli.it/antoniocajelli/wp-content/uploads/2012/09/grugliasco.jpg" alt="l" width="96" height="116" /></a></p>
<p>Per il secondo anno parte il <strong>corso </strong>di educazione finanziaria all&#8217;<strong>UniTre di Grugliasco</strong>. Il calendario prevede 4 incontri: 22.11, 20.12, 31.01.13 e 28.02.13 Stiamo lavorando all&#8217;idea di costruire altri <strong>incontri &#8216;di laboratorio&#8217;</strong> e avvertirò quando sapremo le rispettive date.</p>
<p>Indimenticabile l&#8217;<strong>indignazione</strong> dei frequentanti dell&#8217;anno scorso davanti alla comprensione di alcuni fenomeni finanziari. Incoraggiante la voglia di <strong>riprendere in mano</strong> il destino dei loro soldi e di stare vicini, con efficacia, ai loro figli e nipoti.</p>
<p>Quest&#8217;anno il programma si baserà su interventi &#8216;seminariali&#8217; sempre aperti alle domande dei partecipanti e su di un <strong>laboratorio </strong>(non inserito nelle date del volantino) che nasce dall&#8217;idea di <strong>creare </strong>una sorta di &#8216;<strong>educatore finanziario indipendente</strong>&#8216; in piccolo. Un riferimento per gli altri, siano questi altri la famiglia, i vicini o altri cittadini.</p>
<p>Una bella sfida.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Chiedete a un esperto come rifinanziare il vostro mutuo</title>
		<link>http://www.antoniocajelli.it/2012/07/4634/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 13:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cajelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Nel mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;America insegna, una volta ancora. Obama riprende in mano una volta ancora il suo piano di aiutare gli americani proprietari di case (e &#8216;responsabili&#8217;, si sottolinea) a rifinanziare i proprio mutui. La Casa Bianca ha attivato una linea rossa seguita dal Segretario del Housing and Urban Development, Shaun Donovan, per rispondere alle domande ed entrare nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4639" href="http://www.antoniocajelli.it/2012/07/4634/rifinanziare-2/"><img class="size-full wp-image-4639" title="rifinanziare" src="http://www.antoniocajelli.it/antoniocajelli/wp-content/uploads/2012/07/rifinanziare1.jpg" alt="ò" width="258" height="195" /></a></p>
<p>L&#8217;America <strong>insegna</strong>, una volta ancora.</p>
<p><strong>Obama</strong> riprende in mano una volta ancora il suo piano di <strong>aiutare</strong> gli americani <strong>proprietari</strong> di <strong>case</strong> (e &#8216;responsabili&#8217;, si sottolinea) a <strong>rifinanziare </strong>i proprio <strong>mutui</strong>. La Casa Bianca ha attivato una linea rossa seguita dal Segretario del Housing and Urban Development, Shaun Donovan, per rispondere alle <strong>domande</strong> ed entrare <strong>nel dettaglio </strong>delle singole questioni.</p>
<p>Il <strong>filo diretto</strong> è addirittura garantito da una <a title="http://links.whitehouse.gov/track?type=click&amp;enid=ZWFzPTEmbWFpbGluZ2lkPTIwMTIwNzA5Ljg4OTk2MzEmbWVzc2FnZWlkPU1EQi1QUkQtQlVMLTIwMTIwNzA5Ljg4OTk2MzEmZGF0YWJhc2VpZD0xMDAxJnNlcmlhbD0xNjkxMDg1MyZlbWFpbGlkPWFudG9uaW8uY2FqZWxsaUBnbWFpbC5jb20mdXNlcmlkPWFudG9uaW8uY2FqZWxsaUBnbWFpbC5jb20mZmw9JmV4dHJhPU11bHRpdmFyaWF0ZUlkPSYmJg==&amp;&amp;&amp;100&amp;&amp;&amp;http://www.whitehouse.gov/hangout-rsvp?utm_source=email170&amp;utm_medium=text1&amp;utm_campaign=whyrefi" href="http://links.whitehouse.gov/track?type=click&amp;enid=ZWFzPTEmbWFpbGluZ2lkPTIwMTIwNzA5Ljg4OTk2MzEmbWVzc2FnZWlkPU1EQi1QUkQtQlVMLTIwMTIwNzA5Ljg4OTk2MzEmZGF0YWJhc2VpZD0xMDAxJnNlcmlhbD0xNjkxMDg1MyZlbWFpbGlkPWFudG9uaW8uY2FqZWxsaUBnbWFpbC5jb20mdXNlcmlkPWFudG9uaW8uY2FqZWxsaUBnbWFpbC5jb20mZmw9JmV4dHJhPU11bHRpdmFyaWF0ZUlkPSYmJg==&amp;&amp;&amp;100&amp;&amp;&amp;http://www.whitehouse.gov/hangout-rsvp?utm_source=email170&amp;utm_medium=text1&amp;utm_campaign=whyrefi" target="_blank">videoconferenza</a> aperta ai proprietari immobiliari di tutto il paese.</p>
<p>Il tema del <strong>rifinanziamento </strong>è molto importante ma, <strong>nel nostro paese</strong>, <strong>improponibile </strong>alla luce dei guai che si insinuano apertamente nei bilanci delle banche. Nessun ente finanziatore sarebbe in grado di <strong>sostenere </strong>una rinegoziazione coi propri clienti alle <strong>stesse condizioni</strong> di qualche anno fa, a volte anche soltanto di un anno fa. <strong>Paghiamo i guai </strong>fatti da altri.</p>
<p>Sentire di un Governo che si preoccupa di <strong>chiarire i dubbi</strong> dei proprietari immobiliari (pur, lo ripeto, in piena campagna elettorale) e di <strong>far capire</strong> loro condizioni, modalità ed <strong>effetti</strong> delle loro scelte è poco più che un miraggio, rispetto ai temi che popolano le nostre campagne elettorali. Vedremo <strong>lo spazio </strong>che un simile tema troverà sui media e nei <strong>progetti elettorali</strong> del prossimo inverno.</p>
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		<title>Raddoppiano i prestiti dei giovani</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2012 20:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cajelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ragazzi, è sempre più difficile stare nei vostri panni. I giovani sono disoccupati ma in compenso (scusate l&#8217;ironia) sembrano sempre più senza soldi&#8230; Se il tasso di disoccupazione giovanile corre su livelli di paesi in grandissima difficoltà (36,2% a maggio dai dati Istat), è curioso il dato appena diffuso sull&#8217;aumento esponenziale delle richieste di prestito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a rel="attachment wp-att-4628" href="http://www.antoniocajelli.it/2012/07/raddoppiano-i-prestiti-dei-giovani/debito/"><img class="size-full wp-image-4628" title="debito" src="http://www.antoniocajelli.it/antoniocajelli/wp-content/uploads/2012/07/debito.jpg" alt="k" width="225" height="225" /></a></h1>
<p>Ragazzi, è sempre più difficile stare <strong>nei vostri panni</strong>.</p>
<p>I giovani sono <strong>disoccupati </strong>ma in compenso (scusate l&#8217;ironia) sembrano sempre più <strong>senza soldi</strong>&#8230;</p>
<p>Se il <strong>tasso di disoccupazione</strong> giovanile corre su livelli di paesi in grandissima difficoltà (36,2% a maggio dai dati Istat), è curioso il dato appena diffuso sull&#8217;<strong>aumento</strong> esponenziale delle richieste di prestito da parte dei 18-30enni.</p>
<p>A rilevarlo lo <strong>studio</strong> dell&#8217;osservatorio <a title="http://www.supermoney.eu/" href="http://www.supermoney.eu/" target="_blank">SuperMoney</a>, portale specializzato nel confronto e nell&#8217;erogazione di una particolare specie di finanziamenti, i <strong>prestiti online</strong>: da giugno 2011 a giugno 2012 le domande di finanziamento da parte dei giovani sono <strong>raddoppiate</strong>, passando dal 9% al 18%.</p>
<p>Le principali <strong>ragioni </strong>per cui vengono chiesti questi finanziamenti sono una non meglio definita &#8216;<strong>liquidità</strong>&#8216; e l&#8217;<strong>acquisto</strong> legati alla <strong>casa </strong>e alle <strong>ristrutturazioni</strong>.</p>
<p>Il primo posto è di quei prestiti <strong>senza</strong> una precisa <strong>finalità</strong> (53,3%), o meglio per fronteggiare le esigenze più <strong>disparate</strong> come gli studi o i viaggi, l&#8217;acquisto di materiale informatico e altri dispositivi tecnologici, fino alla realizzazione di un progetto imprenditoriale.</p>
<p>Il 17,2% delle richieste di prestito (in leggero aumento rispetto al 14,5% del 2011) è destinato a <strong>ristrutturazioni </strong>della casa e all&#8217;acquisto di mobili: certo, in un mondo che fatica a finanziare l&#8217;acquisto della casa c&#8217;è da spendere in maniera diversa rispetto a prima. Aumentano anche le richieste di finanziamento per l&#8217;acquisto di <strong>automobili </strong>(dal 6,5% al 12,2%). Più <strong>preoccupante</strong> &#8211; e sinceramente un po&#8217; <strong>fuori luogo</strong>, rispetto alla fascia di età &#8211; l&#8217;aumento considerevole di prestiti per <strong>consolidamento di debiti</strong>: ben il 10,3% del totale contro il 4% del secondo semestre 2011.</p>
<p>Sono aumentate anche le <strong>durate </strong>dei crediti richiesti: il 23% sceglie durate di ben 10 anni, il 60% è compreso tra 36 e 72 mesi (era il 49% nel 2011), mentre solo l&#8217;8% ha una durata inferiore ai 3 anni.</p>
<p>Il dato che mi sembra <strong>non </strong>appaia e che io credo <strong>sorprendente</strong> è che ai giovani, con questi chiari di luna, si faccia credito. Ecco, questa sì che è <strong>una bella novità</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Commissioni bancarie: definiti i limiti su affidamenti e sconfinamenti</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2012 20:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cajelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Da pochissimo è stato pubblicato il decreto attuativo all&#8217;art. 117 bis del T.U.B. che tratta una materia &#8216;calda&#8217; di questi tempi: la remunerazione onnicomprensiva degli affidamenti e degli sconfinamenti nei contratti di conto corrente e di aperture di credito. Qui trovate il comunicato stampa del M.E.F. e qui il testo del decreto. Credo sia utile concentrarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4611" href="http://www.antoniocajelli.it/2012/07/commissioni-bancarie-definiti-i-limiti-su-affidamenti-e-sconfinamenti/commissioni/"><img class="size-full wp-image-4611" title="commissioni" src="http://www.antoniocajelli.it/antoniocajelli/wp-content/uploads/2012/07/commissioni.jpg" alt="m" width="226" height="223" /></a></p>
<p>Da pochissimo è stato pubblicato il <strong>decreto attuativo</strong> all&#8217;art. 117 bis del T.U.B. che tratta una materia &#8216;calda&#8217; di questi tempi: la <strong>remunerazione </strong>onnicomprensiva degli <strong>affidamenti </strong>e degli <strong>sconfinamenti</strong> nei contratti di conto corrente e di aperture di credito. Qui trovate il <a title="http://www.tesoro.it/ufficio-stampa/comunicati/?idc=29876" href="http://www.tesoro.it/ufficio-stampa/comunicati/?idc=29876" target="_blank">comunicato stampa</a> del M.E.F. e qui il <a title="http://www.tesoro.it/documenti/open.asp?idd=29880" href="http://www.tesoro.it/documenti/open.asp?idd=29880" target="_blank">testo</a> del decreto.</p>
<p>Credo sia utile <strong>concentrarsi </strong>soprattutto sulla struttura delle <strong>commissioni</strong>. E&#8217; previsto infatti che, oltre ai tassi debitori sull’ammontare effettivamente utilizzato, siano consentite <strong>esclusivamente</strong> queste commissioni:</p>
<p>- per gli affidamenti, una commissione onnicomprensiva di &#8216;<strong>messa a disposizione dei fondi</strong>&#8216; che non può mai (ribadisco <strong>mai</strong>) superare lo 0,5% del fido accordato per ogni trimestre solare (art.3);</p>
<p>- per gli <strong>sconfinamenti </strong>(scoperti di conto e utilizzi extrafido &#8211; ossia oltre il fido che è stato accordato), una commissione detta &#8216;di <strong>istruttoria veloce</strong>&#8216;, espressa in misura <strong>fissa</strong> e in <strong>valore assoluto</strong>. Commissione che, si precisa, dev&#8217;essere &#8216;commisurata ai costi&#8217; (art. 4). Come si capisce la definizione appare alquanto <strong>vaga</strong> e volutamente <strong>a favore</strong> degli enti finanziatori, mi sembra di poter dire.</p>
<p>Le disposizioni si applicano anche ad <strong>altre forme</strong> di finanziamento per le quali esistono simili esigenze di <strong>tutela</strong> dei clienti: ad esempio i <strong>contratti </strong>con i <strong>consumatori</strong>, il conto corrente su cui non è stato pre-deliberato un affidamento o gli sconfinamenti su utilizzi da <strong>carte di credito</strong>. Nessuno se lo ricorda ma esiste anche <strong>questa forma </strong>di sconfinamento.</p>
<p>Questa circolare è una di quei documenti da tenere nel cassetto. Vi riporto alcune <strong>regole precise </strong>relative ai casi di sconfinamento (da cui far discendere <strong>comportamenti virtuosi</strong>, per non incappare in sorprese) e vi chiedo di tenerle bene<strong> a mente</strong> e di <strong>divulgarle</strong>, quando è possibile.</p>
<ul>
<li>Possono essere applicate commissioni di importo diverso <strong>a contratti diversi</strong>, anche a seconda del tipo di clientela. Inoltre nello stesso contratto l&#8217;ente che finanzia può inserire più fasce di commissioni a seconda dell&#8217;importo dello sconfinamento. Se, in particolare, lo sconfinamento <strong>supera i 5.000€</strong>, il soggetto finanziatore può prevedere un ulteriore (con il massimo di tre, comunque) scaglione di  importo della commissione. Il mio pensiero va a quei casi (e sono tanti)  in cui la banca deve <strong>variare </strong>la forma tecnica e capita che segnali confinamenti temporanei, magari in attesa di <strong>perfezionare </strong>nuovi contratti o di <strong>sostituire</strong> vecchie linee di fido</li>
<li>La commissione di istruttoria veloce &#8211; si legge &#8211; &#8216;non deve eccedere i <strong>costi mediamente</strong> sostenuti dall&#8217;intermediario per svolgere l&#8217;istruttoria veloce e dev&#8217;essere connessa a questi&#8221;. Non si indica quindi la cifra, insomma, ma si invita a non renderla &#8216;<strong>stellare</strong>&#8216;&#8230; Se avviene il contrario, la banca è tenuta a scriverne il costo e spiegarne le motivazioni</li>
<li>La commissione è applicata<strong> soltanto quando</strong> un certo addebito crea uno sconfinamento o accresce uno sconfinamento già esistente, così come ha valore se lo sconfinamento avviene <strong>a fine giornata</strong></li>
</ul>
<p>La commissione di istruttoria veloce, invece, <strong>non è dovuta</strong> quando si verificano insieme queste due condizioni o questi casi:</p>
<ol>
<li>se sul conto non c&#8217;è un fido, il saldo è pari o inferiore a 500€ (quindi <strong>-500,00€</strong> &#8211; lo stesso vale per sconfinamenti fino a 500,00€ oltre il fido) e lo sconfinamento non ha durata <strong>superiore a 7 giorni</strong> consecutivi (<strong>di calendario</strong>, s&#8217;intende).</li>
<li>se lo sconfinamento ha avuto luogo per fare un <strong>pagamento diretto allo stesso intermediario</strong>. In questo caso, vi confesso, sono curioso di capire nella pratica a <strong>quali casi</strong> pensava il legislatore.</li>
<li>se lo sconfinamento non si è generato perché l&#8217;intermediario <strong>non ha autorizzato</strong> l&#8217;operazione. E ci mancherebbe pure&#8230;</li>
</ol>
<p>Attenzione, tutto ciò vale, è vero, ma questo beneficio ci viene accordato <strong>soltanto una volta</strong> per ogni trimestre solare, quindi ci viene data una chance, diciamo così.</p>
<p>Infine in caso di utilizzo dell&#8217;extrafido, il tasso di interesse previsto per il suo utilizzo si applica<strong> soltanto all&#8217;importo dello sconfinamento</strong>. A voi sembra <strong>logico</strong>, a me no, perché si sono visti <strong>casi diversi</strong> in cui una volta superata l&#8217;asticella del fido il tasso maggiorato coinvolgeva l&#8217;intero importo del prestito momentaneo della banca.</p>
<p>Dal <strong>1° di luglio</strong> queste disposizione entreranno nei contratti finanziari. Per gli intermediari finanziari c&#8217;è sostanzialmente tempo per adeguarsi <strong>fino a fine settembre</strong>, poi scattano le misure correttive previste dal decreto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le banche entrano a scuola per insegnare l&#8217;educazione finanziaria</title>
		<link>http://www.antoniocajelli.it/2012/06/le-banche-entrano-a-scuola-per-insegnare-leducazione-finanziaria/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jun 2012 20:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cajelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Era nell&#8217;aria, me lo sentivo. Erano mesi che sentivo che stava per succedere e la notizia di ieri, potete immaginare, non mi lascia indifferente. L&#8217;11 giugno scorso Il Consorzio PattiChiari e il MIUR hanno siglato un Protocollo di collaborazione per la diffusione dell’educazione finanziaria presso le scuole di ogni ordine e grado. L’obiettivo è promuovere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4594" href="http://www.antoniocajelli.it/2012/06/le-banche-entrano-a-scuola-per-insegnare-leducazione-finanziaria/pearl/"><img class="size-full wp-image-4594" title="pearl" src="http://www.antoniocajelli.it/antoniocajelli/wp-content/uploads/2012/06/pearl.jpg" alt="," width="260" height="194" /></a></p>
<p>Era nell&#8217;aria, me lo sentivo. Erano <strong>mesi</strong> che sentivo che stava per succedere e la notizia di ieri, potete immaginare, non mi lascia <strong>indifferente</strong>.</p>
<p>L&#8217;11 giugno scorso Il Consorzio <strong>PattiChiari</strong> e il <strong>MIUR</strong> hanno siglato un Protocollo di  collaborazione per la <strong>diffusione</strong> dell’educazione finanziaria presso le scuole di  ogni ordine e grado. L’obiettivo è <strong>promuovere</strong> un programma pluriennale di  attività di informazione e di formazione sui temi dell’<strong>economia</strong>, della <strong>finanza</strong> e del  <strong>risparmio</strong>. Qui trovate il testo del <a title="http://www.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/d4c2f3ea-a445-4b6f-81ff-ef279230cf74/protocollo_miur-patti_chiari0002.pdf" href="http://www.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/d4c2f3ea-a445-4b6f-81ff-ef279230cf74/protocollo_miur-patti_chiari0002.pdf" target="_blank">protocollo</a> d&#8217;intesa.</p>
<p>Se pensate come me che l&#8217;educazione finanziaria debba essere fatta da soggetti che non siano in<strong> conflitto di interessi</strong> e che insegnino nozioni che vadano realmente <strong>a favore</strong> delle persone, la notizia non vi avrà fatto particolare piacere.</p>
<p>I <strong>presupposti </strong>davvero non mi convincono. Ditemi voi cosa ne pensate.</p>
<p>Innanzitutto il tema: l&#8217;accordo prevede che siano attivati percorsi di &#8220;<strong>informazione/formazione</strong>&#8221; (quindi non di <strong>educazione</strong>, ma lì dentro la sanno la differenza??) su temi di economia, finanza e risparmio. Lo scopo è di dare ai giovani &#8220;specifiche <em>competenze </em>atte a fornire <em>comportamenti </em>attivi e consapevoli in relazione ai succitati temi&#8221;. L&#8217;accordo &#8211; di fatto &#8211; esclude (o non prevede) soggetti terzi se non <strong>altri soggetti &#8216;Istituzionali&#8217;</strong>: il Cajelli della situazione non entrerà nei programmi (tanto non ci sarebbe entrato). Ma vi garantisco che per me non è un cruccio.</p>
<p><strong>Chi incontrerà </strong>studenti ed insegnanti? &#8220;<strong>Esperti di banca</strong>&#8220;, manco a dirlo. Chi promuove gli incontri nel territorio a favore di scuole o reti di scuole? &#8220;<strong>Esperti del sistema bancario</strong>&#8220;.</p>
<p>Lodevole, al contrario, il tentativo di <strong>pensare </strong>anche alle <strong>famiglie dei giovani</strong>, anche se il terreno del web, come supporto di informazione, non è ancora efficace, per tanti adulti. Ma tanto stiamo sempre parlando di informazione e di formazione, non di educazione, <strong>non di emozioni </strong>legate all&#8217;uso del denaro, non di consumo critico. Va bene così, non tocchiamo cose che fanno male&#8230;</p>
<p>Leggete l&#8217;<strong>articolo 8 </strong>del protocollo d&#8217;intesa. <strong>E&#8217; vietato</strong> fare <strong>promozione</strong> di prodotti finanziari e andare contro lo spirito educativo dell&#8217;iniziativa. C&#8217;è qualche bancario che sappia agire secondo queste linee guida e sappia spiegare, ad esempio, che si può fare rivalutazione e previdenza <strong>senza </strong>usare i <strong>fondi comuni</strong> di investimento? Che sappia parlare di <strong>risparmio</strong> senza parlare necessariamente di <strong>banca</strong> o che si ricordi di parlare, ad esempio dei <strong>buoni fruttiferi postali</strong>?</p>
<p>Un&#8217;amica mi ha <strong>suggerito </strong>subito di provvedere a richiedere l&#8217;<strong>esenzione</strong> dall&#8217;<strong><em>ora di banca a scuola</em></strong>. E&#8217; un&#8217;idea, ci penserò. <strong>Pensateci </strong>anche voi.</p>
<p>Staremo a vedere. Se qualcuno pensa che sia la Pearl Harbour dell&#8217;<strong>educazione finanziaria indipendente</strong> ricordo a tutti che quell&#8217;attacco segnò l&#8217;entrata in guerra dell&#8217;America.</p>
<p>Da quando ho letto questa notizia ho in mente <a title="http://www.youtube.com/watch?v=io5yafljkcI" href="http://www.youtube.com/watch?v=io5yafljkcI" target="_blank">una scena</a> sola. Quella di un paese che ride mentre si fa male.</p>
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		<title>I tassi a usura</title>
		<link>http://www.antoniocajelli.it/2012/06/i-tassi-a-usura/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jun 2012 15:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cajelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel segnalarvi l&#8217;aggiornamento sui tassi a usura validi fino al prossimo 30 settembre, vi faccio rilevare quanto siano saliti i tassi sui crediti personali (quasi l&#8217;1% negli ultimi 3 mesi), come pure i tassi applicati ai mutui a tasso fisso. Se si tiene conto che si tratta delle stesse operazioni che numericamente sono in calo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4582" href="http://www.antoniocajelli.it/2012/06/i-tassi-a-usura/usura/"><img class="size-full wp-image-4582" title="usura" src="http://www.antoniocajelli.it/antoniocajelli/wp-content/uploads/2012/06/usura.jpg" alt="l" width="243" height="208" /></a></p>
<p>Nel segnalarvi l&#8217;<a title="http://www.bancaditalia.it/media/comsta/2012/20120627-CS-usura.pdf" href="http://www.bancaditalia.it/media/comsta/2012/20120627-CS-usura.pdf" target="_blank">aggiornamento</a> sui <strong>tassi a usura</strong> validi fino al prossimo 30 settembre, vi faccio rilevare quanto siano <strong>saliti</strong> i tassi sui crediti personali (quasi l&#8217;1% negli ultimi 3 mesi), come pure i tassi applicati ai <strong>mutui</strong> a tasso fisso. Se si tiene conto che si tratta delle stesse operazioni che numericamente sono <strong>in calo</strong>, viene naturale da pensare che si stia tentando in ogni modo di recuperare la <strong>marginalità</strong> dalle poche operazioni che si fanno senza voler assumere rischi.</p>
<p>Mi colpisce tantissimo, invece, il dato medio delle <strong>provvigioni</strong> pagate ai <strong>mediatori</strong> creditizi, perché dimostra che chi non è addentro ai <strong>meccanismi</strong> di richiesta di credito paga di più. Chi è più <strong>debole</strong>, <strong>paga </strong>di più.</p>
<p>Su tutti i numeri trasmessi<strong> svettano</strong>, ancora una volta, i tassi applicati sulle <strong>carte <em>revolving</em></strong>, meccanismi davvero pericolosi per chi non ne conosce il funzionamento.</p>
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		<title>Obama rifinanzia i debiti delle famiglie</title>
		<link>http://www.antoniocajelli.it/2012/06/obama-rifinanzia-i-debiti-delle-famiglie/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2012 20:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cajelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Nel mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno dirà che lo fa perché è in campagna elettorale. E sia. Ma lo sono anche i nostri. E da più tempo Il Presidente Obama ha raggiunto gli americani con un invito a rifinanziare i propri debiti. E non ha nascosto che questa operazione possa essere difficile e costosa, più costosa, in termini assoluti, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4570" href="http://www.antoniocajelli.it/2012/06/obama-rifinanzia-i-debiti-delle-famiglie/obama-2/"><img class="size-full wp-image-4570" title="obama" src="http://www.antoniocajelli.it/antoniocajelli/wp-content/uploads/2012/06/obama.jpg" alt="ò" width="140" height="211" /></a></p>
<p>Qualcuno dirà che lo fa perché è in <strong>campagna elettorale</strong>. E sia. Ma lo sono anche i nostri. E da più tempo</p>
<p>Il Presidente <strong>Obama </strong>ha raggiunto gli americani con un invito a <strong>rifinanziare </strong>i propri <strong>debiti</strong>. E non ha nascosto che questa operazione possa essere <strong>difficile </strong>e <strong>costosa</strong>, più costosa, in termini assoluti, per via di com&#8217;è cambiato il mondo del credito.</p>
<p>Fatto sta che la Casa Bianca sta spingendo gli americani a rifinanziare i propri debiti, soprattutto quelli fatti <strong>per la casa</strong> e per i quali gli americani stanno facendo ogni sacrificio. Per farlo, pensate, si possono usare anche <strong>strumenti </strong>quantitativi e qualitativi messi a disposizione dal <a title="http://links.whitehouse.gov/track?type=click&amp;enid=ZWFzPTEmbWFpbGluZ2lkPTIwMTIwNjI1Ljg1NTI4NDEmbWVzc2FnZWlkPU1EQi1QUkQtQlVMLTIwMTIwNjI1Ljg1NTI4NDEmZGF0YWJhc2VpZD0xMDAxJnNlcmlhbD0xNjkwMjkwNSZlbWFpbGlkPWFudG9uaW8uY2FqZWxsaUBnbWFpbC5jb20mdXNlcmlkPWFudG9uaW8uY2FqZWxsaUBnbWFpbC5jb20mZmw9JmV4dHJhPU11bHRpdmFyaWF0ZUlkPSYmJg==&amp;&amp;&amp;102&amp;&amp;&amp;http://www.whitehouse.gov/refi?utm_source=email166&amp;utm_medium=text2&amp;utm_campaign=whyrefi" href="http://links.whitehouse.gov/track?type=click&amp;enid=ZWFzPTEmbWFpbGluZ2lkPTIwMTIwNjI1Ljg1NTI4NDEmbWVzc2FnZWlkPU1EQi1QUkQtQlVMLTIwMTIwNjI1Ljg1NTI4NDEmZGF0YWJhc2VpZD0xMDAxJnNlcmlhbD0xNjkwMjkwNSZlbWFpbGlkPWFudG9uaW8uY2FqZWxsaUBnbWFpbC5jb20mdXNlcmlkPWFudG9uaW8uY2FqZWxsaUBnbWFpbC5jb20mZmw9JmV4dHJhPU11bHRpdmFyaWF0ZUlkPSYmJg==&amp;&amp;&amp;102&amp;&amp;&amp;http://www.whitehouse.gov/refi?utm_source=email166&amp;utm_medium=text2&amp;utm_campaign=whyrefi" target="_blank">governo</a>.</p>
<p>Lo sforzo dell&#8217;amministrazione attuale sembra voler rispondere a un <strong>bisogno </strong>pressante di chi non ce la fa o fa una gran fatica a rispettare gli impegni assunti.</p>
<p>E <strong>in Europa</strong>? Non si potrebbe garantire il rifinanziamento delle famiglie che hanno sempre rispettato i propri impegni <strong>senza dover rinegoziare</strong> gli spread che rischiano di essere <strong>il triplo </strong>di quando è stato contratto il debito originario?</p>
<p>L&#8217;oceano <strong>divide </strong>due mondi ancora molto diversi, anche se tutti impegnati alla ricerca di voti.</p>
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